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Interviste

Jenni Gandolfi: crescere con la musica

Abbiamo intervistato Jenni Gandolfi, cantautrice, direttrice creativa, collaboratrice televisiva e autrice in merito alla sua carriera e al suo percorso come artista.

Jenni Gandolfi: crescere con la musica

Jenni è appassionata di musica fin da bambina: i suoi genitori erano ballerini e amanti della musica, e per questo trasmissioni musicali come lo Zecchino d’Oro o Sanremo, la radio e le orchestre live hanno da sempre fatto parte della sua quotidianità.
“Avevo circa sei o sette anni quando rimasi particolarmente affascinata da un bambino che, in una trasmissione, suonava divinamente il pianoforte. Ricordo che quell’immagine e quel modo di fare musica mi colpirono moltissimo e credo che proprio da lì sia nata la mia curiosità verso la musica e il desiderio di scoprirla più da vicino.
Proprio in quegli anni arrivò anche una delle mie prime esperienze con il canto: a sette anni partecipai al Piratino d’Oro, vincendo una delle prime edizioni del concorso. È un ricordo al quale sono particolarmente legata anche perchè, tanti anni dopo, sono tornata proprio lì in una veste completamente diversa: oggi, infatti, ne sono direttrice artistica”.
Qualche anno più tardi, all’età di dodici anni, rimane affascinata dal sax contralto dopo averlo visto in un’orchestra e da lì inizia a prendere le sue prime lezioni nella scuola istituita dalla banda del paese. Intorno ai quindici anni il suo percorso inizia ad orientarsi verso il Jazz, approfondendo questo genere attraverso lo studio del sax contralto, e successivamente anche attraverso la voce.
“Negli anni ho poi continuato a studiare e a perfezionarmi con diversi insegnanti di canto, che mi hanno accompagnata nelle varie fasi del mio percorso e mi hanno permesso di ampliare sempre di più la mia formazione vocale, aprendomi a generi, tecniche e sonorità differenti.
Questo percorso, con il tempo, mi ha portata anche all’insegnamento: una volta intrapresa la mia carriera musicale, ho iniziato infatti a insegnare canto moderno, mettendo a disposizione dei miei allievi tutto ciò che avevo appreso e maturato negli anni attraverso lo studio e l’esperienza”.

Nel 2009 Jenni pubblica il suo primo album Crescere, e da allora ha pubblicato altri tre album, Come l’acqua (2017), Fragilità (2022) e Canzoni d’amore (2024), con il quinto album in arrivo: “Il mio modo di fare musica è cambiato moltissimo nel corso degli anni. Se penso al percorso che va dal mio primo album, Crescere, fino all’ultimo, Canzoni d’amore, e poi al quinto album al quale sto lavorando, di cui fa parte anche Il tuo treno, mi rendo conto di quanto siano cambiati sia il mio modo di pensare la musica sia il mio modo di scriverla. Ho mantenuto una linea cantautorale che sento appartenermi, ma credo che ci sia stata una crescita evidente, soprattutto a livello di scrittura. È un’evoluzione che nasce certamente dalle esperienze di vita e dalla maturità acquisita nel tempo, ma anche da un lavoro costante di studio e di ricerca che non ho mai abbandonato.
Credo che crescendo accada anche qualcosa di molto importante: ciò che studiamo, poco alla volta, smette di essere semplicemente qualcosa che abbiamo imparato e diventa parte di noi. Lo assimiliamo, lo facciamo nostro e cominciamo a utilizzarlo quasi naturalmente. Per me è successo anche con la scrittura: con gli anni ho acquisito una maggiore consapevolezza delle parole, del modo di raccontare e di costruire una canzone.
È cambiato, infatti, anche il mio modo di concepire la canzone stessa. Crescere è stato in qualche modo un esperimento e, soprattutto, l’inizio di una grande ricerca artistica. All’epoca avevo circa trenta brani e da quel materiale abbiamo iniziato a scegliere le canzoni che avrebbero composto il disco. Ero ancora alla ricerca di una direzione precisa, di un linguaggio e di uno stile musicale nei quali potessi riconoscermi davvero. Da lì è iniziato un percorso di ricerca che è proseguito album dopo album. Non parlerei tanto della volontà di ‘creare’ uno stile, perché credo che uno stile personale non si possa costruire a tavolino: piuttosto lo si cerca, lo si scopre e, con il tempo, lo si riconosce come proprio. Per questo, guardando oggi il percorso che va da Crescere fino alle canzoni del mio quinto album, sento che il mio modo di pensare, scrivere e vivere la musica è cambiato profondamente. È rimasta la mia identità cantautorale, ma sono cambiati gli strumenti con cui riesco a esprimerla, la consapevolezza con cui scrivo e, soprattutto, il modo in cui riesco a trasformare ciò che vivo, studio e osservo in una canzone”.

Il 31 Luglio di quest’anno è uscito il suo nuovissimo singolo, Il tuo treno, un brano pop dal sottotono country con influenze americane, che anticipa l’uscita del suo quinto album:
“Riguardo al quinto album, posso anticipare che avrà una veste sonora pop rock, con influenze country pop rock e un forte richiamo alle sonorità americane. Anche per questo progetto avrò la fortuna di collaborare con musicisti di grande rilievo nel panorama nazionale, come è già avvenuto per Il tuo treno, che fa parte del nuovo album.
Il filo conduttore rimane l’amore, raccontato però attraverso storie di vita reale. Non si tratta necessariamente di esperienze che ho vissuto personalmente: spesso raccolgo storie, emozioni e vissuti delle persone che incontro lungo il mio cammino e che, per qualche motivo, riescono a toccarmi e a lasciare qualcosa dentro di me”.

Approfondendo il suo percorso artistico, Jenni racconta degli artisti che hanno rappresentato per lei una fonte d’ispirazione nella ricerca della propria identità artistica: “Ci sono sicuramente molti artisti che hanno influenzato il mio modo di fare musica e che, nel corso degli anni, ho studiato con grande attenzione. Più che parlare semplicemente di ‘ispirazione’, mi piace dire che ho cercato di comprendere il loro modo di scrivere, di costruire una canzone e di raccontare una storia attraverso la musica. Mi sono spesso chiesta che cosa rendesse un brano capace di arrivare davvero alle persone e ho cercato di analizzarne i meccanismi, senza naturalmente perdere di vista la ricerca di una mia identità. Per quanto riguarda la scrittura e il modo di fare musica in ambito italiano, uno dei miei riferimenti principali è sicuramente Fabrizio De André. Ho studiato molto il suo modo di utilizzare le parole, di raccontare personaggi e storie e di trasformarle in canzoni. Accanto a lui ci sono Francesco De Gregori, Lucio Battisti e Vasco Rossi: artisti molto diversi tra loro, ma dai quali ho cercato di comprendere differenti modi di concepire e costruire una canzone. Anche grandissime interpreti come Mia Martini e Mina hanno rappresentato riferimenti importanti nel mio percorso.
Guardando invece alla musica internazionale e, in particolare, alla tradizione cantautorale e folk americana, ho rivolto la mia attenzione ad artisti come Johnny Cash e Joan Baez, studiandone il modo di raccontare attraverso la semplicità, la forza delle parole e l’immediatezza della musica.
C’è poi un altro aspetto della mia formazione che riguarda più specificamente la voce e la tecnica interpretativa. Da questo punto di vista ho cercato di studiare i grandi cantanti, osservando il loro modo di utilizzare la voce, di interpretare un testo, di gestire le dinamiche e, soprattutto, di mettere la tecnica al servizio dell’emozione. Tra gli artisti che ho ascoltato e studiato maggiormente ci sono Mia Martini, Céline Dion, Barbra Streisand, Stevie Wonder, Freddie Mercury e Tina Turner, oltre naturalmente a molti altri.
Con il tempo ho continuato questa ricerca anche attraverso artisti appartenenti a generazioni più recenti. Un esempio è Ed Sheeran, del quale trovo particolarmente interessante il modo di coniugare una scrittura cantautorale molto diretta con una sensibilità pop contemporanea.
Anche John Legend è stato per me un artista interessante da osservare, sia dal punto di vista vocale sia per il rapporto tra interpretazione, melodia e scrittura.
In realtà non ho mai cercato un unico modello da imitare. Ho preferito studiare artisti anche molto diversi tra loro, cercando di comprendere che cosa rendesse ciascuno di loro riconoscibile e che cosa facesse funzionare una canzone o un’interpretazione. Tutto ciò che ho ascoltato e studiato negli anni è entrato inevitabilmente nel mio bagaglio musicale, per poi essere rielaborato attraverso la mia sensibilità e il mio modo personale di scrivere e interpretare una canzone”.

Un’altra influenza significativa nel suo modo di creare musica viene dagli studi di psicologia e musicoterapia, che hanno avuto un ruolo importante nell’osservare e raccontare le emozioni: “La musicoterapia, soprattutto, mi ha permesso di entrare in contatto con il vissuto emotivo degli altri e di comprendere quanto la musica possa diventare un mezzo attraverso il quale esprimere ciò che, a volte, è difficile raccontare semplicemente con le parole.
Questo tipo di esperienza ha inevitabilmente influenzato anche la mia scrittura. Mi ha insegnato ad ascoltare non soltanto le mie emozioni, ma anche quelle delle persone che incontro, cercando di cogliere ciò che si nasconde dietro una storia, un comportamento o un momento particolare della loro vita.
Credo che proprio questa capacità di entrare in relazione con il vissuto degli altri sia diventata, nel tempo, una parte importante del mio modo di scrivere canzoni. Molte delle storie che racconto, infatti, non appartengono necessariamente alla mia vita personale: possono nascere da persone incontrate lungo il mio cammino, da esperienze che mi vengono raccontate o da emozioni che riesco a percepire e che poi rielaboro attraverso la mia sensibilità”.

Nel corso della sua carriera artistica ci sono state diverse esperienze che hanno segnato un punto di svolta all’interno del suo percorso, esperienze spesso scandite dai suoi album: ciascuno di questi infatti rappresenta un momento diverso della sua vita artistica e possiedono caratteri ed identità differenti.
“Il primo grande punto di svolta è stato sicuramente Crescere, il mio primo album.
Fondamentale, in quel periodo, fu la vittoria del Ballabellaradiofestival proprio con il brano Crescere. Fu la mia prima vera vittoria come cantautrice: arrivai prima con una canzone scritta da me. Quell’esperienza diede una spinta decisiva al progetto che sarebbe poi diventato il mio primo album e mi diede anche l’opportunità di portare il brano nel contesto di Rai Uno Mattina Estate. Crescere rappresenta quindi l’inizio vero e proprio del mio percorso discografico e della ricerca di una mia identità come cantautrice”.
Nello stesso periodo avviene un’altra esperienza molto importante: la selezione da Radio Number One per la finale di un contest tenutosi a St. Moritz, in Svizzera. In quell’occasione Jenni si classifica tra le prime quattro cantanti provenienti da diversi paesi europei, permettendole di confrontarsi con la scena internazionale.
“Il secondo grande punto di svolta discografico è stato Come l’acqua. Rispetto a Crescere,
rappresentava già una fase differente della mia evoluzione: ero cresciuta come persona,
come interprete e come autrice e, inevitabilmente, era cambiato anche il mio modo di
pensare e di scrivere le canzoni. È uno degli aspetti che trovo più interessanti riguardando oggi la mia discografia: ogni album racconta una fase diversa della mia vita e della mia ricerca musicale”.

Nel 2017 arriva la vittoria della gara di canto all’interno del programma televisivo Mezzogiorno in Famiglia su Rai 2, un’altra esperienza importante che le dà la possibilità di portare la sua voce davanti ad un pubblico nazionale.
A seguire c’è la partecipazione al Global Education Festival al Teatro Ariston di Sanremo, dove Jenni ha avuto occasione di dirigere i bambini che interpretavano brani scritti da lei.
“Un ulteriore e importante punto di svolta nel mio percorso è rappresentato dal quarto album, Canzoni d’amore, prodotto da PMS Studio, con gli arrangiamenti di Raffaele Montanari.
Canzoni d’amore è un disco particolarmente significativo per me perché segna l’inizio di una nuova direzione musicale e il mio progressivo avvicinamento a sonorità pop, pop melodiche e pop rock. Pur mantenendo la mia identità cantautorale e l’attenzione per i testi, con questo album ho iniziato a esplorare un linguaggio musicale differente, più vicino a quello che sentivo rappresentarmi in quella fase del mio percorso.
Per questo considero quell’album un passaggio fondamentale della mia evoluzione artistica: è da lì che ho iniziato a tracciare il cammino verso il sound che sto sviluppando ulteriormente oggi”.

L’evento più recente e particolarmente significativo è stata l’apertura del concerto dei The Kolors alla Trentino Music Arena nel 2024: “Aprire il concerto dei The Kolors è stata un’emozione pazzesca. Prima di tutto perché mi sono divertita tantissimo: stare su quel palco mi è piaciuto davvero moltissimo.
La Trentino Music Arena, poi, non è un palco qualunque. Sapere che poche settimane prima si era esibito lì Vasco Rossi e pensare agli artisti che avevano calcato quello stesso palco, come Fiorella Mannoia e tanti altri, rendeva tutto ancora più emozionante. Trovarmi lì con una mia canzone è stato qualcosa di davvero difficile da descrivere.
La settimana precedente avevo avuto anche l’occasione di aprire il DRIP Festival, dedicato alla musica trap, portando sul palco Cenerentola stasera non balla. Anche questo è stato interessante perché significava presentare il mio brano davanti a un pubblico molto giovane e non necessariamente vicino al mio genere musicale. Ed è proprio la risposta del pubblico uno dei ricordi più belli che porto con me. I ragazzi non conoscevano la mia canzone, eppure il feedback è stato sorprendente. Mentre cantavo vedevo ragazzi e ragazzini mandarmi cuori con le mani e baci, altri si dondolavano seguendo il ritmo e qualcuno, addirittura, aveva già iniziato a cantare alcune parti del brano.
È stata un’emozione enorme, forse ancora più forte proprio perché quelle persone non erano venute lì per ascoltare me e non conoscevano la mia musica. Sentire che una mia canzone riusciva comunque a catturare la loro attenzione e a creare una risposta così spontanea mi ha dato una soddisfazione incredibile.
Credo che uno dei momenti più belli per chi scrive e interpreta le proprie canzoni sia proprio questo: salire su un palco davanti a persone che non ti conoscono e accorgerti, mentre stai ancora cantando, che qualcosa di quello che hai scritto è già riuscito ad arrivare fino a loro. Quella sera, alla Trentino Music Arena, ho avuto esattamente questa sensazione ed è un ricordo che porterò sempre con me“.

“Guardando oggi tutte queste esperienze, mi accorgo che non esiste un unico momento che abbia cambiato improvvisamente tutto. Il mio percorso è stato piuttosto una successione di svolte, ognuna delle quali mi ha portata un po’ più avanti. Anche i miei album raccontano questa evoluzione: Crescere, Come l’acqua, Fragilità e Canzoni d’amore sono lavori con caratteristiche e identità differenti, nati in momenti diversi della mia vita e del mio percorso artistico.
Se guardo al punto da cui sono partita con Crescere e poi ascolto ciò che sto facendo oggi, riconosco ancora la stessa anima cantautorale, ma allo stesso tempo percepisco una trasformazione profonda nel mio modo di scrivere, interpretare e pensare la musica. Ogni esperienza, ogni studio, ogni incontro e ogni palco hanno aggiunto qualcosa al mio percorso e hanno contribuito a costruire, passo dopo passo, l’artista che sono oggi”.

Jenni Gandolfi, oltre che come artista, ha una carriera molto attiva nel mondo dello spettacolo.
Collabora con Mediaset come selezionatrice per alcuni dei loro programmi di punta, un aspetto che le permette di vivere la musica in maniera diversa: “È un modo diverso di vivere la musica: non sono io, in quel momento, a essere al centro del palco, ma posso contribuire a creare un’occasione per qualcun altro.
Il mio avvicinamento al mondo televisivo è nato inizialmente quasi in punta di piedi. Grazie ai contatti costruiti negli anni ho conosciuto Isabella Biuso, che mi ha dato la possibilità di segnalare e accompagnare verso provini importanti alcuni dei bambini che seleziono e seguo.
Nel tempo ho avuto così l’opportunità di proporre giovani talenti per trasmissioni televisive come Io Canto Generation, The Voice Kids, Amici e altri programmi. Alcuni dei bambini che ho segnalato sono poi riusciti a superare le selezioni e a partecipare effettivamente alle trasmissioni. Naturalmente le opportunità e i contatti possono aprire una porta, ma poi è il talento dei ragazzi a fare la differenza e a permettere loro di proseguire il percorso.
È un aspetto del mio lavoro che mi dà molta soddisfazione, perché mi piace poter aiutare bambini e ragazzi che hanno delle qualità a incontrare opportunità importanti. Vederli arrivare a un provino, superare una selezione e, in alcuni casi, riuscire a partecipare a un talent televisivo di grande rilievo è per me motivo di grande orgoglio”.

È proprio stando a stretto con bambini e ragazzi, grazie al suo lavoro come insegnante e musicoterapeuta, che la porta a scoprirsi autrice, e nel 2025 pubblica una collana di libri didattici: “Lavorando quotidianamente con i bambini a scuola, mi sono resa conto delle difficoltà che alcuni incontravano nell’apprendimento dell’italiano e, in particolare, nella lettura e nella scrittura.
Da questa osservazione è nato in me il desiderio di capire più a fondo quali fossero le loro difficoltà e, soprattutto, di trovare un modo per aiutarli concretamente. Ho iniziato quindi a studiare e ad approfondire questi aspetti, mettendo insieme l’esperienza maturata sul campo come insegnante con le conoscenze acquisite attraverso i miei studi di psicologia e musicoterapia.
Da qui è nata l’idea di creare dei libri che non fossero soltanto piacevoli da leggere, ma che potessero diventare anche degli strumenti utili per accompagnare i bambini nell’apprendimento, cercando di rendere più semplice, coinvolgente e stimolante il loro rapporto con la lettura e la scrittura.
È così che è nata la collana Le avventure di Ale e Zeus: dall’incontro tra la mia esperienza di insegnante, l’osservazione delle reali difficoltà dei bambini, i miei studi e il desiderio di trasformare tutto questo in qualcosa che potesse essere concretamente utile per loro.
Attualmente sto lavorando anche ad altri progetti editoriali. Uno di questi è un libro dedicato alla matematica, sempre rivolto ai bambini della scuola primaria e nato, ancora una volta, dall’esperienza diretta con loro e dall’esigenza di trovare modalità che possano rendere l’apprendimento più accessibile e coinvolgente.
Parallelamente sto lavorando a un progetto completamente diverso: un’autobiografia. Da tempo sto raccogliendo e mettendo per iscritto le esperienze che hanno attraversato e segnato la mia vita. È un lavoro molto più personale, lungo e impegnativo, anche dal punto di vista emotivo, e non so ancora se riuscirò un giorno a pubblicarlo. Per il momento sento soprattutto l’esigenza di scriverlo, di raccogliere la mia storia e darle una forma. Poi, se e quando arriverà il momento giusto, deciderò se trasformare quelle pagine in un libro da condividere con gli altri”.
Accanto alla sua attività come autrice, è vicedirettrice di Leggo Brasile, un giornale e blog nato con l’obiettivo di creare un ponte di comunicazione tra Italia e Brasile, e collabora con il blog Musica in Parole, seguendo in particolar modo interviste dedicate ai protagonisti del mondo musicale: cantautori, autori, cantanti, musicisti, compositori, arrangiatori e, più in generale, tutte quelle figure che contribuiscono alla nascita e alla realizzazione di una canzone.

Guardando al futuro, Jenni racconta: “Nel prossimo futuro il pubblico può aspettarsi un piccolo grande cambiamento, che riguarderà soprattutto il mio modo di esprimermi sul palco e di vivere la dimensione live.
Arrivo da album caratterizzati da sonorità più soft, mentre il nuovo progetto segnerà un cambiamento più deciso sia dal punto di vista stilistico sia negli arrangiamenti. Il mio mondo cantautorale rimarrà sempre alla base, ma sarà vestito con sonorità più energiche, vicine al pop rock e al country pop rock.
Anche sul palco questa evoluzione sarà molto evidente: sarò circondata da una vera e propria band pop rock e nei nuovi arrangiamenti entreranno con maggiore forza le chitarre elettriche e la batteria. I miei brani acquisteranno quindi una dimensione live più energica e incisiva e saranno pensati anche per essere suonati dal vivo insieme alla band.
Per me rappresenta un piccolo grande cambiamento, perché non significa rinnegare ciò che ho fatto fino ad oggi, ma portarlo verso una nuova fase. La scrittura cantautorale e la mia identità rimarranno, ma cambierà il modo di vestirle musicalmente e, inevitabilmente, cambierà anche il mio modo di esprimermi sul palco.
È una trasformazione che nasce ancora una volta dalla mia voglia di mettermi in gioco, sperimentare e continuare a evolvermi artisticamente. E credo che proprio la dimensione live sarà quella in cui il pubblico riuscirà a percepire maggiormente questa nuova parte di me.
Guardando invece più a lungo termine, l’obiettivo è arrivare alla pubblicazione del mio quinto album, del quale Il tuo treno rappresenta già un’anticipazione, e portare poi questo nuovo progetto dal vivo attraverso una serie di concerti. Mi piacerebbe che il disco e il live diventassero due parti dello stesso racconto: da una parte le nuove canzoni e il nuovo sound, dall’altra la possibilità di farli vivere realmente sul palco insieme alla mia band”.

Per il momento non resta che attendere l’uscita del quinto album di Jenni Gandolfi e i suoi prossimi appuntamenti live, con Il tuo treno come sottofondo naturalmente.


Stella Brunetti